IL CENACOLO DEGLI DEI
BENVENUTO 2013! CREDO CHE QUESTO SARA' UN ANNO IMPORTANTE PERCHE' CI METTERA' DI FRONTE AI FALLIMENTI DI UNA IDEOLOGIA, QUELLA DEL CONSUMISMO SFRENATO, CHE NON RIUSCIAMO PIU' A SOSTENERE E CHE HA CREATO DISEGUAGLIANZE E DIFFUSA CORRUZIONE AD UN LIVELLO TALMENTE DEGRADANTE... PENSO CHE SIAMO CHIAMATI A SCEGLIERE SE AVERE RAGIONE O ESSERE FELICI! A VOI LA SCELTA
domenica 27 gennaio 2013
venerdì 3 febbraio 2012
“D” ISTRUZIONE PUBBLICA
Sii un visionario
Qual è il miglior modo per sapere cosa desiderano le persone? Semplice: basta chiederglielo!
Conoscere i bisogni delle persone e offrire soluzioni efficaci è importante per la riuscita personale. Il leader, tuttavia va oltre! Egli è in grado di creare nuove visioni e offrire risposte inedite e originali; andare controcorrente!
Henry Ford, lo storico e geniale fondatore dell’omonima casa automobilistica, disse una volta: “Se avessi chiesto alla gente cosa volevano, mi avrebbero risposto: "un cavallo più veloce". Ma io volevo dare loro un’automobile!”. O ancora un visionario dei nostri giorni, Steave Jobs immaginò un telefono che racchiudesse diverse funzioni, mail, audio, video, notebook e progettò l'Iphone e sappiamo come è andata a finire. I grandi condottieri della storia, i leader carismatici, i coach hanno in comune una visione del risultato netta e irremovibile, hanno una fiducia assoluta nelle capacità della squadra che guidano e sono in grado di governare gli obiettivi, la concentrazione, gli umori, i valori,la forma psico-fisica e le caratteristiche mentali.
Sono i visionari, i rivoluzionari, i folli, i mistici, i geni incompresi che con la determinazione, l'entusiasmo e vitalità creano i presupposti per il miglioramento.
sabato 20 novembre 2010
la classe dirigente italiana
La rivelazione è che i nostri parlamentari laureati sono scesi dal 91% al 64%. Qualcuno, ironicamente, potrebbe chiosare: "ce n'eravamo accorti". Ma il dato è ancora più grave rispetto al decremento di livello culturale che, sappiamo bene, non può essere valutato in base al solo possesso della laurea.
Ciò che fa rabbrividire è il tipo di attività lavorativa prevalente tra i nostri politici che è: il manager. E qui a fare cattivi pensieri viene naturale davvero!
Quanta obiettività, quale senso dello stato, quale attività politica finalizzata al conseguimento del "Bene comune" e non del profitto della propria azienda, il manager potrà garantire al paese? Saprà servire lo Stato o sarà egli a servirsi dello Stato?
Forse il processo di privatizzazione selvaggia, lo svuotamento di tutte le prerogative degli enti pubblici a favore di aziende di servizio esterne, la lottizzazione di tutti i consigli d'amministrazione, qualche indizio ce lo fornisce. Senza contare che molti politici, se non rieletti, restano nel sistema, alimentando ingiustificate clientele.
Insomma, vorremmo fare chiarezza sul più grande e diffuso conflitto d'interesse che si sta perpetrando ai danni dei nostri concittadini.
Pensiamo soltanto alla fitta e consolidata rete di appoggi, convenienze, lobbyes che si è consolidata nel corso degli ultimi decenni.
Scopriamo, poi, che in Italia abbiamo un parlamentare ogni 60.000 abitanti, mentre negli altri paesi europei la media è di uno ogni 250.000.
Si delinea, allora, inequivocabilmente, il profilo di una "casta" che difficilmente potrà essere sostituita da una rappresentanza politica qualificata, analogamente influente e potente.
Resta l'amarezza che il nostro paese, ritenuto universalmente la culla del diritto e della cultura occidentale, stia degradando verso logiche economiche e finanziarie proprie dei paesi liberali, mentre tra questi ultimi, gli Stati Uniti d'America, abbiano fatto una virata in senso contrario, tanto che le statistiche confermano l'aumento dei parlamentari statunitensi laureati dall'88,5% del 1947 al 98,4% di oggi.
Non vorremmo scoprire che il movimento di emancipazione del '68 sia servito a lasciare campo libero ai fannulloni della cultura, perchè in questo caso, non sarebbe servito a niente. La modernità va bene se porta un miglioramento, senza peggiorare le condizioni preesistenti, altrimenti diventa inesorabilmente DECLINO.
mercoledì 18 agosto 2010
Non saranno mica tutti come te! Lo spero
Che soddisfazione c'è a criticare chi sta facendo una battaglia di civiltà, alla quale tutti presto o tardi saranno chiamati???
Che vantaggi, oltre l'effimero quotidiano, si traggono dall'accettare i ricatti e i compromessi di famiglie clan fortemente matriarcali
dove gli uomini servono solo a portare i soldi a casa e pertanto se ne tollerano i vizietti?
Che crescita economica ci potrà essere se una persona solo perchè è di genere femminile è ostacolata in tutte le scelte ( scelte normali,
tipo università, lavoro, palestra, amicizie ecc.) mediante l'antico e sempre efficace deterrente della calunnia e della maldicenza????
Questa è la mentalità della società che io ho trovato a Giulianova e a questa barbarie dico NO e ribadisco NON CI STO.
Mi sono sentita forte, fortunata e anche privilegiata per avere avuto semplicemente un'educazione che mi ha consentito di sviluppare la capacità di contrapporre ad una mentalità ristretta, ovvia per i locali, una mentalità basata sul RISPETTO DELLE SCELTE, sul DIALOGO E il CONFRONTO e sulla POSSIBILITA' DI COMPIERE ESPERIENZE ED ERRORI.
Ho vissuto nella tolleranza e nella cultura dell'accettazione e intendo continuare a farlo!.
Ho detto NO ad un uomo che, con becero orgoglio, per dimostrare ai suoi concittadini di essere come loro (conformismo del branco) metteva in atto tutti i meccanismi della diffamazione, dell'isolamento e della violenza morale... Ogni giorno combatto strenuamente con le armi dell'ironia e della mistificazione, chi per ignoranza, pur riconoscendo il valore della differenza non ha il coraggio di apprezzarla.
Dunque sono certa di non essere amata, nè apprezzata da questo popolo di Giulianova ma sono certa di essere dalla parte della ragione.
lunedì 11 gennaio 2010
martedì 22 dicembre 2009
AUGURI DI UN SERENO NATALE
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite… insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!!! Madre Teresa di Calcutta
sabato 5 dicembre 2009
Tuttavia io un controllino sul tecnico "infingardo" e "politicamente scorretto" lo farei, perchè poteva anche informare gli interessati o quanto meno impedire la diffusione della conversazione. Forse nei cantieri dell' Aquila, hanno bisogno di manodopera "poco specializzata".
La prima notizia che voglio commentare è il fatto che da qualche anno in Abruzzo si assiste a una attività giornalistica intensa e con esiti suggestivi; mi riferisco al fatto che i grandi avvenimenti che hanno riguardato, nel bene e nel male, la nostra regione, siano finiti sulle pagine dei giornali senza reticenza. Forse sta accadendo il cosiddetto "salto di qualità", che avviene quando dalle notizie si passa alle inchieste. Non basta lo scoop ad ogni costo e fine a se stesso, non si cerca dio abbandonare o si minimizzare le notizie che "scottano", ma si "seguono" quelle informazioni che, minuziosamente verificate e documentate, diventano notizie e pazienza se i lettori arrivano a saper di più, a comprendere, a giudicare e a ragionare..
venerdì 9 ottobre 2009
Obama insignito del premio nobel per la pace 2009
Non tutti i problemi possono trovare una soluzione ma già porli come priorità, significa avere coraggio, lealtà ed etica. Anteporre il bene collettivo a quello della propria corrente politica o peggio ancora al proprio è l'autentica dote del leader. Non sappiamo ancora se Obama riuscirà a passare dalle parole ai fatti. Tuttavia in lui si intravede una logica semplice che assegna ad ogni parola il giusto significato. Gli uomini di governo, gli statisti hanno tra le priorità il progresso economico, culturale, sociale dellapropria nazione. In questo gli americami sono avvantaggiati in quanto il loro concetto di nazione non ha eguali, così come quello dei diritti umani. Essi hanno in tante occasioni esportato questi valori e, nonostante le molte contraddizioni.
Una lezione di politica che a noi sorprende, tanto da meritare il tributo di un nobel ma che, riflettendo, dovrebbe essere una consuetudine.
Il presidente Barack Obama darà comunque in beneficenza 1,4 milioni di dollari (circa 950 mila euro) che riceverà insieme al premio Nobel per la Pace.
martedì 15 settembre 2009
PEGGIO DI COSI'
Quello che sta succedendo in questi giorni sembra il segnale che molti dei nostri politici vogliono ignorare sia l'uno che l'altro. Mi spiego meglio. Con il doveroso rispetto che si deve avere per le istituzioni, arrivare a gettare la reputazione di un paese in pasto alla stampa internazionale per i presunti scandali sessuali del premier che a sua volta si difende non davanti al Parlamento, come sarebbe di prammatica, ma denunciando la stampa (che può essere chiamata dagli organismi di vigilanza dell editoria a fornire le prove di ciò che pubblica), in una sorta di guerra personale e svergognare un direttore per episodi terribili ma che andrebbero chiariti, è moralmente riprovevole.
Ma anche all'interno dei partiti il clima è alquanto acceso e irreale: Fini fa il moralista ma a sua volta diviene oggetto di ricatto, Bossi entra a gamba tesa sperando che nella confusione riesca finalmente a spaccare l'Italia, Casini addenta il suo momento di notorietà perchè "lui lo diceva" e minaccia di creare un'alternativa di governo, ma con chi, se Franceschini lo deride avvertendo che, il suo è il 32esimo tentativo. A sinistra non stanno meglio, tra inquisiti, dimissionari, confusi e felici, impauriti finanche dall'unica ragazza che alla sinistra ci crede veramente e non gliele manda a dire (la Serracchiani), dopo aver dato ampia dimostrazione di non riuscire a mantenere una maggioranza in piedi e aver tradito le istanze popolari (salari, licenziamenti, delocalizzazioni di aziende ecc.), cosa aspettarsi!.
Insomma, signori, l'attualità sembra gridarci che il bipolarismo in Italia è sinonimo di velenosa ingovernabilità, di arroganza e personalismo, tutto a svantaggio del nostro paese.
E veniamo alla lezione della storia; la tradizione culturale e politica è antica, ricca, poliedrica. I repubblicani, i liberali, i federalisti, i socialisti, i comunisti, i democristiani, i clericali, i liberalisti, gli europeisti, i no global, gli ecologisti, i democratici e i lobbisti, tanti pensieri e idee che hanno dato e danno respiro, propellente, alla vita dell'Italia. Appiattire questa molteplicità di punti di vista in due partiti con a capo due leader, estratti a sorte da uno di questi gruppi, significa spegnere il confronto e il progresso e scendere a livelli davvero bassi.
L'arte della politica, ci è stato insegnato, è l'arte della mediazione, è la capacità di trovare la soluzione ottimale tra varie posizioni anche discordanti. Il confronto pone tutti sullo stesso piano e spinge ad alleanze e intese. Certo sappiamo che il passato ha dato pessimi esempi in tal senso, ma si può sempre migliorare, anzi si deve trovare una soluzione, prima che l'astensionismo diventi un problema serio.
domenica 13 settembre 2009
Il piccolo principe
L'essenziale è invisibile agli occhi
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"È vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse: "Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
[Da Il piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry, cap. XXI]
martedì 8 settembre 2009
UNA LEZIONE DA NON DIMENTICARE
"Non si possono attuare grandi riforme sociali se non in clima di libertà, con reale senso di moralità pubblica, in un'economia che si risana e in una struttura statale ferma, agile e responsabile"
"Fra coloro che amano la libertà per convinzione e coloro che amano la libertà a parole vi è una divergenza sostanziale: i primi sono convinti che la libertà rimedia ai mali che può produrre, perché al tempo stesso eccita energie nuove, spinge alla formazione di libere associazioni, sviluppa contrasti politici e sociali dai quali derivano i necessari assestamenti; gli altri, invece, hanno paura della libertà e cercano sempre il modo di imbrigliarla con una continua e crescente legislazione e con un'azione politica vincolatrice, che finiscono per soffocarla"
"I popoli sotto dittatura anelano alla libertà; se manca tale anelito, cessa il senso della personalità, il desiderio del progresso, il valore dell'iniziativa. I popoli che tendono a progredire, si affermano nella libertà e per la libertà"
"Nella politica, come in tutte le sfere dell'attività umana, occorre il tempo, la pazienza, l'attesa del sole e della pioggia, il lungo preparare, il persistente lavorio, per poi, infine, arrivare a raccoglierne i frutti"
"Soprattutto, non agire da ignoranti, né da presuntuosi. Quando non si sa, occorre informarsi, studiare, discutere serenamente, obiettivamente, e senza mai credere di essere infallibili"
"La libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca si muore"
"Due cose mancano alla scuola in Italia: libertà e mezzi; ma i mezzi senza libertà sarebbero sciupati; mentre con la libertà si riuscirebbe anche a trovare i mezzi"
"Spero che l'aria di libertà che viene dall'America penetri nel nostro paese, dove la libertà scolastica non esiste affatto"
Don Luigi Sturzo
giovedì 3 settembre 2009
SEI CANE O SEI GATTO ?
Il mio cane è decisamente invadente; egli vuole dominare il territorio e assedia sia per gioco che per supremazia la gattina la quale a sua volta si sente la regina della casa e mal tollera ogni altra presenza ma ha dalla sua una grande qualità: l agilità. Come un pugile schiva gli attacchi, salta, fugge, si nasconde e talvolta sferra l attacco a zampate affilate. Il cane si ritrae e ringhia a debita distanza ma subdolamente aspetta un altro momento propizio per assalire la micetta.
Ebbene la metafora è questa: a chi non è capitato un incontro con un tipo "gatto" che subisce ogni tipo di angheria ma capita che a volte si difenda e chi non ha mai conosciuto un tipo "cane" che tormenta goffamente tutti i conoscenti e anche gli estranei, salvo poi sgonfiarsi come panna al sole.
E voi a quale categoria sentite di appartenere, a quella del gatto o del cane?
Qual è la condizione di vita migliore a vostro giudizio, quella canina o quella felina?
Il vostro migliore amico-a lo definireste un gatto o un cane (mmm. se cane in che senso????)
Il
