domenica 27 gennaio 2013

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BENVENUTO 2013! CREDO CHE QUESTO SARA' UN ANNO IMPORTANTE PERCHE' CI METTERA' DI FRONTE AI FALLIMENTI DI UNA IDEOLOGIA, QUELLA DEL CONSUMISMO SFRENATO, CHE NON RIUSCIAMO PIU' A SOSTENERE E CHE HA CREATO DISEGUAGLIANZE E DIFFUSA CORRUZIONE AD UN LIVELLO TALMENTE DEGRADANTE... PENSO CHE SIAMO CHIAMATI A SCEGLIERE SE AVERE RAGIONE O ESSERE FELICI! A VOI LA SCELTA

venerdì 3 febbraio 2012

“D” ISTRUZIONE PUBBLICA

Qualche ripensamento ma non certo qualche ravvedimento ha rallentato l’iter di approvazione della Manovra Finanziaria 2011 (Decreto Legge n. 98, convertito nella legge 15 luglio 2011 n. 111, “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”) e qualcuno non ha potuto fare a meno di pensare che se dopo 4 manovre non si riesce a parcheggiare sarebbe meglio riconsegnare la patente! Ciò che appare chiaro è che la scuola e in generale il pubblico impiego sono stati chiamati a contribuire più di qualunque altro settore al risparmio finanziario dello Stato (30 milioni di euro per l'anno 2013, 740 milioni per il 2014, 340 milioni per il 2015 e 370 annui a decorrere dall'anno 2016). Le novità che intervengono a delineare una fisionomia alquanto “asciutta” del sistema scolastico sono le seguenti: a) Blocco dei salari dei pubblici dipendenti fino al 31.12.2014 e cioè un anno in più rispetto al blocco triennale operato da Tremonti con la manovra del 2010. A poco vale la prevista possibilità di diversificazione dei salari accessori se i fondi destinati alla contrattazione non aumentano. Il 50% di eventuali, improbabili, risparmi delle amministrazioni, invece di andare a rimpinguare lo scarso stipendio del personale, dovranno essere utilizzati per applicare la legge Brunetta (DLgs 150/2009). b) Blocco del turn over con la stabilizzazione degli organici del personale docente, di sostegno, educativo e ATA che, dall’a. s. 2012/2013, dovranno essere in numero pari a quelli del 2011/2012. I posti di sostegno potranno essere incrementati, in deroga, per assicurare l’integrazione degli alunni disabili, solo se non saranno sufficienti l’assegnazione media di un docente ogni due alunni disabili. L’obbligatorietà delle procedure di mobilità del personale, anche dei docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute, in ruoli amministrativi e tecnici, avrà come ricaduta uno slittamento ad aeternitas dell’immissione in ruolo degli ATA attualmente precari. Le Università, a causa del tetto del 90% (rapporto tra spese fisse e assegni per il personale) già oggi, in un numero sempre più alto, non sono nelle condizioni di assumere. c) L’introduzione dell’obbligo, sin dal primo giorno, delle visite fiscali che costringe le Istituzioni scolastiche e le amministrazioni a far fronte ai costi attingendo dal proprio bilancio, salvo poi beneficiare di 70 milioni che, con un abile giro di cassa, andranno tolti ai finanziamenti per la spesa sanitaria. d) La riscrittura del sistema d’istruzione e formazione con l’istituzione di organici raccordi tra i percorsi quinquennali degli Istituti professionali (DPR n.87/2010) e i percorsi d’istruzione e formazione professionale (IeFP) che rilasciano qualifiche di durata triennale e diplomi professionali di durata quadriennale (con standard formativi minimi delle competenze tecnico professionali di cui all’ Accordo in sede di Conferenza Stato Regioni 29 aprile 2010) e gli ITS (Istituti tecnici superiori post diploma) e l’AFAM, nonché i diplomi di laurea triennali e magistrali. Il regime di sussidiarietà degli Istituti professionali sarà a costo zero per lo Stato in quanto la competenza è a carico esclusivo delle Regioni. Solo la mole di lavoro sarà a carico esclusivo e a reddito zero per gli insegnanti che saranno costretti a progettare ex novo e a definire curricoli con moduli di equivalenza formativa tra l’Istruzione professionale e le aree formative dell’IeFP, ad esplicitare i criteri ed i contenuti della programmazione, a predisporre i documenti di valutazione e la certificazione degli esiti di apprendimento e a svolgere nello stesso anno quattro valutazioni simultaneamente. Bisognerà sperare nella generosità delle Regioni o come suggerisce la Manovra, istituire centri di collocamento al lavoro, contratti di apprendistato e percorsi di alternanza scuola/lavoro così da poter intercettare finanziamenti privati. e) Dal 1 settembre 2012 rientreranno nei rispettivi ruoli di servizio nelle istituzioni scolastiche i docenti comandati all'INVALSI e all'ANSAS (soppresso dalla stessa data con contestuale ripristino dell'INDIRE) ma al loro posto i commissari straordinari avvieranno un programma straordinario di assunzione, da concludersi entro il 31 agosto 2012 e con risorse pubbliche. f) Una consistente riduzione della spesa pubblica, quantificabile in circa 200 milioni di euro l’anno, si otterrà attraverso la ristrutturazione della rete scolastica e l’accorpamento delle scuole in istituti comprensivi con un minimo di 1000 alunni. Le istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni non potranno avere il dirigente scolastico titolare, ma saranno affidate in reggenza ad altro dirigente e si avrà la scomparsa di 1.130 scuole. Ciò determinerà conseguenze anche sugli organici con una contrazione di circa 3.180 posti di dirigente scolastico (da 10.550 attuali a 7.370) proprio nel momento in cui è stato bandito un concorso con l’obiettivo di assumerne 2.386. Il taglio riguarderà circa 1.130 posti Dsga e circa 1.100 posti di assistente amministrativo. Anche l’avvio dell’anno scolastico non si presenterà agevole, a causa della decadenza dei Consigli d’Istituto (circa 53.000 eletti), delle rappresentanze sindacali (14 mila), dell’assenza di dirigenti scolastici titolari. Tangibile sarà la discontinuità didattica ed amministrativa per i normali adempimenti come la revisione dei Pof, la ricomposizione dei collegi docenti, il cambio dei revisori dei conti, la riscrittura dei nuovi bilanci e la gestione finanziaria di esercizi diversi con passaggi di beni e modifica degli inventari, per un valore stimabile in 150 milioni di euro. Riepilogando: - 1.130 istituzioni saranno soppresse - 4.520 nuovi istituti comprensivi nasceranno Questa la riduzione di spesa per la contrazione degli organici: personale riduzione di posti risparmi in euro Dirigenti scolastici DSGA Assistenti amministrativi 3.180 1.130 1.100 132 mln 42 mln 26 mln Totale 5.410 200 mln (fonte “TUTTOSCUOLA” 31 agosto 2011) Il testo della Manovra finanziaria, del resto, non fa mistero dell’utilizzo delle risorse derivate dalla riduzione di spesa stabilendo che:“…dal 2013 saranno destinate al funzionamento dell'INDIRE e dell'INVALSI.” La cosa paradossale che preoccupa è la distanza che intercorre tra chi assume le decisioni politiche in forma “autistica” e coloro che sono chiamati ad attuarle che avulsi dalla comprensione dello scenario complessivo si arroccano su posizioni di protesta contro qualsiasi tipo di valutazione (Invalsi, tecnico-professionale) proprio mentre la Commissione Istruzione sta effettuando un’indagine conoscitiva sugli effetti dell’abolizione del valore legale del diploma di laurea per rispondere all’esigenza dell’UE di predisporre rigorosi strumenti di certificazione e accreditamento. Il giusto posizionamento sarebbe quello di governare i processi e i cambiamenti e non di subirli!

Sii un visionario

Generalmente le persone non sanno cosa vogliono o meglio i loro desideri sono confinati all'interno di ciò che conoscono o hanno già vissuto. Ciò che noi vogliamo il più delle volte è legato a ciò che conosciamo. Addirittura spesso si verifica che con le parole e i fatti esprimiamo dei bisogni/desideri/richieste ma nell'intimo abbiamo desideri/bisogni/richieste diverse e che noi stessi fatichiamo a decodificare. Conoscere più cose, vivere esperienze diverse, allargare la propria mappa del mondo, certamente ci può aiutare a conoscere meglio ciò che vogliamo. Ma anche fare un percorso di autoriflessione e chiederci spesso:"questa cosa la voglio davvero?" "oppure: "se non subissi delle influenze esterne farei questa scelta o ne farei un'altra?"
Qual è il miglior modo per sapere cosa desiderano le persone? Semplice: basta chiederglielo!
Conoscere i bisogni delle persone e offrire soluzioni efficaci è importante per la riuscita personale. Il leader, tuttavia va oltre! Egli è in grado di creare nuove visioni e offrire risposte inedite e originali; andare controcorrente!
Henry Ford, lo storico e geniale fondatore dell’omonima casa automobilistica, disse una volta: “Se avessi chiesto alla gente cosa volevano, mi avrebbero risposto: "un cavallo più veloce". Ma io volevo dare loro un’automobile!”. O ancora un visionario dei nostri giorni, Steave Jobs immaginò un telefono che racchiudesse diverse funzioni, mail, audio, video, notebook e progettò l'Iphone e sappiamo come è andata a finire. I grandi condottieri della storia, i leader carismatici, i coach hanno in comune una visione del risultato netta e irremovibile, hanno una fiducia assoluta nelle capacità della squadra che guidano e sono in grado di governare gli obiettivi, la concentrazione, gli umori, i valori,la forma psico-fisica e le caratteristiche mentali.
Sono i visionari, i rivoluzionari, i folli, i mistici, i geni incompresi che con la determinazione, l'entusiasmo e vitalità creano i presupposti per il miglioramento.

sabato 20 novembre 2010

la classe dirigente italiana

Porto a conoscenza dei miei lettori le risultanze di un' inchiesta descritta con dovizia di particolari,nel libro "Classe dirigente" a cura di Antonio Merlo, Andrea Prat e Tito Boeri, edito da Bocconi
La rivelazione è che i nostri parlamentari laureati sono scesi dal 91% al 64%. Qualcuno, ironicamente, potrebbe chiosare: "ce n'eravamo accorti". Ma il dato è ancora più grave rispetto al decremento di livello culturale che, sappiamo bene, non può essere valutato in base al solo possesso della laurea.
Ciò che fa rabbrividire è il tipo di attività lavorativa prevalente tra i nostri politici che è: il manager. E qui a fare cattivi pensieri viene naturale davvero!
Quanta obiettività, quale senso dello stato, quale attività politica finalizzata al conseguimento del "Bene comune" e non del profitto della propria azienda, il manager potrà garantire al paese? Saprà servire lo Stato o sarà egli a servirsi dello Stato?
Forse il processo di privatizzazione selvaggia, lo svuotamento di tutte le prerogative degli enti pubblici a favore di aziende di servizio esterne, la lottizzazione di tutti i consigli d'amministrazione, qualche indizio ce lo fornisce. Senza contare che molti politici, se non rieletti, restano nel sistema, alimentando ingiustificate clientele.
Insomma, vorremmo fare chiarezza sul più grande e diffuso conflitto d'interesse che si sta perpetrando ai danni dei nostri concittadini.
Pensiamo soltanto alla fitta e consolidata rete di appoggi, convenienze, lobbyes che si è consolidata nel corso degli ultimi decenni.
Scopriamo, poi, che in Italia abbiamo un parlamentare ogni 60.000 abitanti, mentre negli altri paesi europei la media è di uno ogni 250.000.
Si delinea, allora, inequivocabilmente, il profilo di una "casta" che difficilmente potrà essere sostituita da una rappresentanza politica qualificata, analogamente influente e potente.
Resta l'amarezza che il nostro paese, ritenuto universalmente la culla del diritto e della cultura occidentale, stia degradando verso logiche economiche e finanziarie proprie dei paesi liberali, mentre tra questi ultimi, gli Stati Uniti d'America, abbiano fatto una virata in senso contrario, tanto che le statistiche confermano l'aumento dei parlamentari statunitensi laureati dall'88,5% del 1947 al 98,4% di oggi.
Non vorremmo scoprire che il movimento di emancipazione del '68 sia servito a lasciare campo libero ai fannulloni della cultura, perchè in questo caso, non sarebbe servito a niente. La modernità va bene se porta un miglioramento, senza peggiorare le condizioni preesistenti, altrimenti diventa inesorabilmente DECLINO.

mercoledì 18 agosto 2010

Non saranno mica tutti come te! Lo spero

Certo a Giulianova, dove ho deciso di stabilirmi per un tempo indefinito non risulterò molto simpatica. Lo capisco ma non lo giustifico.

Che soddisfazione c'è a criticare chi sta facendo una battaglia di civiltà, alla quale tutti presto o tardi saranno chiamati???

Che vantaggi, oltre l'effimero quotidiano, si traggono dall'accettare i ricatti e i compromessi di famiglie clan fortemente matriarcali

dove gli uomini servono solo a portare i soldi a casa e pertanto se ne tollerano i vizietti?

Che crescita economica ci potrà essere se una persona solo perchè è di genere femminile è ostacolata in tutte le scelte ( scelte normali,

tipo università, lavoro, palestra, amicizie ecc.) mediante l'antico e sempre efficace deterrente della calunnia e della maldicenza????

Questa è la mentalità della società che io ho trovato a Giulianova e a questa barbarie dico NO e ribadisco NON CI STO.

Mi sono sentita forte, fortunata e anche privilegiata per avere avuto semplicemente un'educazione che mi ha consentito di sviluppare la capacità di contrapporre ad una mentalità ristretta, ovvia per i locali, una mentalità basata sul RISPETTO DELLE SCELTE, sul DIALOGO E il CONFRONTO e sulla POSSIBILITA' DI COMPIERE ESPERIENZE ED ERRORI.

Ho vissuto nella tolleranza e nella cultura dell'accettazione e intendo continuare a farlo!.

Ho detto NO ad un uomo che, con becero orgoglio, per dimostrare ai suoi concittadini di essere come loro (conformismo del branco) metteva in atto tutti i meccanismi della diffamazione, dell'isolamento e della violenza morale... Ogni giorno combatto strenuamente con le armi dell'ironia e della mistificazione, chi per ignoranza, pur riconoscendo il valore della differenza non ha il coraggio di apprezzarla.

Dunque sono certa di non essere amata, nè apprezzata da questo popolo di Giulianova ma sono certa di essere dalla parte della ragione.

lunedì 11 gennaio 2010

martedì 22 dicembre 2009

AUGURI DI UN SERENO NATALE


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…. Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.

Dietro ogni successo c`e` un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!!!
Madre Teresa di Calcutta

sabato 5 dicembre 2009

Stasera voglio dire la mia...

forse ha pensato questo il Presidente Fini quando, in un momento furtivamente sottratto ad uno dei tanti impegni estenuanti e logoranti, ha pensato di esprimere il proprio pensiero ad un "servitore" dello Stato. Due alte cariche della Repubblica che commentano i fatti politici che stanno accadendo, nell'indifferenza generale. Ma nel clima politico avvelenato di questi ultimi tempi e nella deriva morale generale che consente di usare lo spionaggio per entrare nella vita degli altri e usarlo per infangare e determinare cambi di strategia, quella piccola confidenza è diventato una sorta di gogna alla quale l'alleato "infedele" avrebbe dovuto soccombere. Non è accaduto e per fortuna, aggiungerei, perchè, credo che fintanto ci sarà la DEMOCRAZIA, ognuno è libero di dire ciò che pensa, anche se può dispiacere. Nel caso in oggetto, poi, la logica e le trasmissioni televisive, hanno dimostato la profonda lealtà e correttezza di Fini che dice in privato ciò che dice anche in pubblico. Io credo che quasi mai questo accade!
Tuttavia io un controllino sul tecnico "infingardo" e "politicamente scorretto" lo farei, perchè poteva anche informare gli interessati o quanto meno impedire la diffusione della conversazione. Forse nei cantieri dell' Aquila, hanno bisogno di manodopera "poco specializzata".

UNA QUESTIONE DI LEALTA'
Cari navigatori ritorno a scrivere un post dopo molto tempo, perchè impegni di lavoro non mi hanno consentito di ritagliarmi il mio piccolo spazio di riflessione e approfondimento.
La prima notizia che voglio commentare è il fatto che da qualche anno in Abruzzo si assiste a una attività giornalistica intensa e con esiti suggestivi; mi riferisco al fatto che i grandi avvenimenti che hanno riguardato, nel bene e nel male, la nostra regione, siano finiti sulle pagine dei giornali senza reticenza. Forse sta accadendo il cosiddetto "salto di qualità", che avviene quando dalle notizie si passa alle inchieste. Non basta lo scoop ad ogni costo e fine a se stesso, non si cerca dio abbandonare o si minimizzare le notizie che "scottano", ma si "seguono" quelle informazioni che, minuziosamente verificate e documentate, diventano notizie e pazienza se i lettori arrivano a saper di più, a comprendere, a giudicare e a ragionare..




venerdì 9 ottobre 2009

Obama insignito del premio nobel per la pace 2009

Da qualunque orientamento politico e ideologico la si guardi, è certamente una notizia. Un premio di così grande prestigio che è più un riconoscimento ad una speranza, una aspirazione che ad un obiettivo raggiunto. E' stato lo stesso Obama ad ammetterlo. I motivi sono stati chiaramente espressi: "per i suoi sforzi straordinari per rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli, rafforzando il ruolo dell'Onu» aggiungendo che: «Solo raramente qualcuno è riuscito come Obama a catturare l’attenzione del mondo e a dare una speranza per un futuro migliore, da convinto pacifista». In sintesi è piaciuto lo stile politico di Obama che nel breve periodo di presidenza ha mostrato al mondo intero che per governare non basta essere eletti ma occorre un'assunzione di responsabilità sui temi scottanti come gli armamenti nucleari, la pace in Medio Oriente, la corsa agli armamenti, l'istruzione, la sanità, la finanza ecc.
Non tutti i problemi possono trovare una soluzione ma già porli come priorità, significa avere coraggio, lealtà ed etica. Anteporre il bene collettivo a quello della propria corrente politica o peggio ancora al proprio è l'autentica dote del leader. Non sappiamo ancora se Obama riuscirà a passare dalle parole ai fatti. Tuttavia in lui si intravede una logica semplice che assegna ad ogni parola il giusto significato. Gli uomini di governo, gli statisti hanno tra le priorità il progresso economico, culturale, sociale dellapropria nazione. In questo gli americami sono avvantaggiati in quanto il loro concetto di nazione non ha eguali, così come quello dei diritti umani. Essi hanno in tante occasioni esportato questi valori e, nonostante le molte contraddizioni.
Una lezione di politica che a noi sorprende, tanto da meritare il tributo di un nobel ma che, riflettendo, dovrebbe essere una consuetudine.
Il presidente Barack Obama darà comunque in beneficenza 1,4 milioni di dollari (circa 950 mila euro) che riceverà insieme al premio Nobel per la Pace.

martedì 15 settembre 2009

PEGGIO DI COSI'

A volte occorre conoscere la storia per comprendere l'attualità ma occorre amare il prossimo per progettare l'attualità.
Quello che sta succedendo in questi giorni sembra il segnale che molti dei nostri politici vogliono ignorare sia l'uno che l'altro. Mi spiego meglio. Con il doveroso rispetto che si deve avere per le istituzioni, arrivare a gettare la reputazione di un paese in pasto alla stampa internazionale per i presunti scandali sessuali del premier che a sua volta si difende non davanti al Parlamento, come sarebbe di prammatica, ma denunciando la stampa (che può essere chiamata dagli organismi di vigilanza dell editoria a fornire le prove di ciò che pubblica), in una sorta di guerra personale e svergognare un direttore per episodi terribili ma che andrebbero chiariti, è moralmente riprovevole.
Ma anche all'interno dei partiti il clima è alquanto acceso e irreale: Fini fa il moralista ma a sua volta diviene oggetto di ricatto, Bossi entra a gamba tesa sperando che nella confusione riesca finalmente a spaccare l'Italia, Casini addenta il suo momento di notorietà perchè "lui lo diceva" e minaccia di creare un'alternativa di governo, ma con chi, se Franceschini lo deride avvertendo che, il suo è il 32esimo tentativo. A sinistra non stanno meglio, tra inquisiti, dimissionari, confusi e felici, impauriti finanche dall'unica ragazza che alla sinistra ci crede veramente e non gliele manda a dire (la Serracchiani), dopo aver dato ampia dimostrazione di non riuscire a mantenere una maggioranza in piedi e aver tradito le istanze popolari (salari, licenziamenti, delocalizzazioni di aziende ecc.), cosa aspettarsi!.
Insomma, signori, l'attualità sembra gridarci che il bipolarismo in Italia è sinonimo di velenosa ingovernabilità, di arroganza e personalismo, tutto a svantaggio del nostro paese.
E veniamo alla lezione della storia; la tradizione culturale e politica è antica, ricca, poliedrica. I repubblicani, i liberali, i federalisti, i socialisti, i comunisti, i democristiani, i clericali, i liberalisti, gli europeisti, i no global, gli ecologisti, i democratici e i lobbisti, tanti pensieri e idee che hanno dato e danno respiro, propellente, alla vita dell'Italia. Appiattire questa molteplicità di punti di vista in due partiti con a capo due leader, estratti a sorte da uno di questi gruppi, significa spegnere il confronto e il progresso e scendere a livelli davvero bassi.
L'arte della politica, ci è stato insegnato, è l'arte della mediazione, è la capacità di trovare la soluzione ottimale tra varie posizioni anche discordanti. Il confronto pone tutti sullo stesso piano e spinge ad alleanze e intese. Certo sappiamo che il passato ha dato pessimi esempi in tal senso, ma si può sempre migliorare, anzi si deve trovare una soluzione, prima che l'astensionismo diventi un problema serio.

domenica 13 settembre 2009

Il piccolo principe

L'essenziale è invisibile agli occhi

Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"È vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse: "Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

[Da Il piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry, cap. XXI]

martedì 8 settembre 2009

UNA LEZIONE DA NON DIMENTICARE

“La politica è un dovere civico, un atto di carità verso il prossimo”, Luigi Sturzo

"Non si possono attuare grandi riforme sociali se non in clima di libertà, con reale senso di moralità pubblica, in un'economia che si risana e in una struttura statale ferma, agile e responsabile"

"Fra coloro che amano la libertà per convinzione e coloro che amano la libertà a parole vi è una divergenza sostanziale: i primi sono convinti che la libertà rimedia ai mali che può produrre, perché al tempo stesso eccita energie nuove, spinge alla formazione di libere associazioni, sviluppa contrasti politici e sociali dai quali derivano i necessari assestamenti; gli altri, invece, hanno paura della libertà e cercano sempre il modo di imbrigliarla con una continua e crescente legislazione e con un'azione politica vincolatrice, che finiscono per soffocarla"

"I popoli sotto dittatura anelano alla libertà; se manca tale anelito, cessa il senso della personalità, il desiderio del progresso, il valore dell'iniziativa. I popoli che tendono a progredire, si affermano nella libertà e per la libertà"

"Nella politica, come in tutte le sfere dell'attività umana, occorre il tempo, la pazienza, l'attesa del sole e della pioggia, il lungo preparare, il persistente lavorio, per poi, infine, arrivare a raccoglierne i frutti"

"Soprattutto, non agire da ignoranti, né da presuntuosi. Quando non si sa, occorre informarsi, studiare, discutere serenamente, obiettivamente, e senza mai credere di essere infallibili"

"La libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca si muore"

"Due cose mancano alla scuola in Italia: libertà e mezzi; ma i mezzi senza libertà sarebbero sciupati; mentre con la libertà si riuscirebbe anche a trovare i mezzi"

"Spero che l'aria di libertà che viene dall'America penetri nel nostro paese, dove la libertà scolastica non esiste affatto"

Don Luigi Sturzo




giovedì 3 settembre 2009

SEI CANE O SEI GATTO ?

Io ho una deliziosa gatta persiana e un adorabile cane maltese. Essi vivono spensieratamente in casa mia e nonostante abbiamo molti mq a disposizione, spesso si ritrovano a stretto contatto, specie quando io sono in casa ed essi si contendono le mie attenzioni. La loro interazione è per me fonte di gioia e di meraviglia, tanto è vero che sovente mi fermo parecchi minuti ad osservarli. Ebbene, dalle scene che mettono in azione, io ne ho tratto la teoria del cane e del gatto.
Il mio cane è decisamente invadente; egli vuole dominare il territorio e assedia sia per gioco che per supremazia la gattina la quale a sua volta si sente la regina della casa e mal tollera ogni altra presenza ma ha dalla sua una grande qualità: l agilità. Come un pugile schiva gli attacchi, salta, fugge, si nasconde e talvolta sferra l attacco a zampate affilate. Il cane si ritrae e ringhia a debita distanza ma subdolamente aspetta un altro momento propizio per assalire la micetta.
Ebbene la metafora è questa: a chi non è capitato un incontro con un tipo "gatto" che subisce ogni tipo di angheria ma capita che a volte si difenda e chi non ha mai conosciuto un tipo "cane" che tormenta goffamente tutti i conoscenti e anche gli estranei, salvo poi sgonfiarsi come panna al sole.
E voi a quale categoria sentite di appartenere, a quella del gatto o del cane?
Qual è la condizione di vita migliore a vostro giudizio, quella canina o quella felina?
Il vostro migliore amico-a lo definireste un gatto o un cane (mmm. se cane in che senso????)

Il