Da qualunque orientamento politico e ideologico la si guardi, è certamente una notizia. Un premio di così grande prestigio che è più un riconoscimento ad una speranza, una aspirazione che ad un obiettivo raggiunto. E' stato lo stesso Obama ad ammetterlo. I motivi sono stati chiaramente espressi: "per i suoi sforzi straordinari per rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli, rafforzando il ruolo dell'Onu» aggiungendo che: «Solo raramente qualcuno è riuscito come Obama a catturare l’attenzione del mondo e a dare una speranza per un futuro migliore, da convinto pacifista». In sintesi è piaciuto lo stile politico di Obama che nel breve periodo di presidenza ha mostrato al mondo intero che per governare non basta essere eletti ma occorre un'assunzione di responsabilità sui temi scottanti come gli armamenti nucleari, la pace in Medio Oriente, la corsa agli armamenti, l'istruzione, la sanità, la finanza ecc.
Non tutti i problemi possono trovare una soluzione ma già porli come priorità, significa avere coraggio, lealtà ed etica. Anteporre il bene collettivo a quello della propria corrente politica o peggio ancora al proprio è l'autentica dote del leader. Non sappiamo ancora se Obama riuscirà a passare dalle parole ai fatti. Tuttavia in lui si intravede una logica semplice che assegna ad ogni parola il giusto significato. Gli uomini di governo, gli statisti hanno tra le priorità il progresso economico, culturale, sociale dellapropria nazione. In questo gli americami sono avvantaggiati in quanto il loro concetto di nazione non ha eguali, così come quello dei diritti umani. Essi hanno in tante occasioni esportato questi valori e, nonostante le molte contraddizioni.
Una lezione di politica che a noi sorprende, tanto da meritare il tributo di un nobel ma che, riflettendo, dovrebbe essere una consuetudine.
Il presidente Barack Obama darà comunque in beneficenza 1,4 milioni di dollari (circa 950 mila euro) che riceverà insieme al premio Nobel per la Pace.
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