martedì 22 dicembre 2009

AUGURI DI UN SERENO NATALE


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…. Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.

Dietro ogni successo c`e` un'altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!!!
Madre Teresa di Calcutta

sabato 5 dicembre 2009

Stasera voglio dire la mia...

forse ha pensato questo il Presidente Fini quando, in un momento furtivamente sottratto ad uno dei tanti impegni estenuanti e logoranti, ha pensato di esprimere il proprio pensiero ad un "servitore" dello Stato. Due alte cariche della Repubblica che commentano i fatti politici che stanno accadendo, nell'indifferenza generale. Ma nel clima politico avvelenato di questi ultimi tempi e nella deriva morale generale che consente di usare lo spionaggio per entrare nella vita degli altri e usarlo per infangare e determinare cambi di strategia, quella piccola confidenza è diventato una sorta di gogna alla quale l'alleato "infedele" avrebbe dovuto soccombere. Non è accaduto e per fortuna, aggiungerei, perchè, credo che fintanto ci sarà la DEMOCRAZIA, ognuno è libero di dire ciò che pensa, anche se può dispiacere. Nel caso in oggetto, poi, la logica e le trasmissioni televisive, hanno dimostato la profonda lealtà e correttezza di Fini che dice in privato ciò che dice anche in pubblico. Io credo che quasi mai questo accade!
Tuttavia io un controllino sul tecnico "infingardo" e "politicamente scorretto" lo farei, perchè poteva anche informare gli interessati o quanto meno impedire la diffusione della conversazione. Forse nei cantieri dell' Aquila, hanno bisogno di manodopera "poco specializzata".

UNA QUESTIONE DI LEALTA'
Cari navigatori ritorno a scrivere un post dopo molto tempo, perchè impegni di lavoro non mi hanno consentito di ritagliarmi il mio piccolo spazio di riflessione e approfondimento.
La prima notizia che voglio commentare è il fatto che da qualche anno in Abruzzo si assiste a una attività giornalistica intensa e con esiti suggestivi; mi riferisco al fatto che i grandi avvenimenti che hanno riguardato, nel bene e nel male, la nostra regione, siano finiti sulle pagine dei giornali senza reticenza. Forse sta accadendo il cosiddetto "salto di qualità", che avviene quando dalle notizie si passa alle inchieste. Non basta lo scoop ad ogni costo e fine a se stesso, non si cerca dio abbandonare o si minimizzare le notizie che "scottano", ma si "seguono" quelle informazioni che, minuziosamente verificate e documentate, diventano notizie e pazienza se i lettori arrivano a saper di più, a comprendere, a giudicare e a ragionare..




venerdì 9 ottobre 2009

Obama insignito del premio nobel per la pace 2009

Da qualunque orientamento politico e ideologico la si guardi, è certamente una notizia. Un premio di così grande prestigio che è più un riconoscimento ad una speranza, una aspirazione che ad un obiettivo raggiunto. E' stato lo stesso Obama ad ammetterlo. I motivi sono stati chiaramente espressi: "per i suoi sforzi straordinari per rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli, rafforzando il ruolo dell'Onu» aggiungendo che: «Solo raramente qualcuno è riuscito come Obama a catturare l’attenzione del mondo e a dare una speranza per un futuro migliore, da convinto pacifista». In sintesi è piaciuto lo stile politico di Obama che nel breve periodo di presidenza ha mostrato al mondo intero che per governare non basta essere eletti ma occorre un'assunzione di responsabilità sui temi scottanti come gli armamenti nucleari, la pace in Medio Oriente, la corsa agli armamenti, l'istruzione, la sanità, la finanza ecc.
Non tutti i problemi possono trovare una soluzione ma già porli come priorità, significa avere coraggio, lealtà ed etica. Anteporre il bene collettivo a quello della propria corrente politica o peggio ancora al proprio è l'autentica dote del leader. Non sappiamo ancora se Obama riuscirà a passare dalle parole ai fatti. Tuttavia in lui si intravede una logica semplice che assegna ad ogni parola il giusto significato. Gli uomini di governo, gli statisti hanno tra le priorità il progresso economico, culturale, sociale dellapropria nazione. In questo gli americami sono avvantaggiati in quanto il loro concetto di nazione non ha eguali, così come quello dei diritti umani. Essi hanno in tante occasioni esportato questi valori e, nonostante le molte contraddizioni.
Una lezione di politica che a noi sorprende, tanto da meritare il tributo di un nobel ma che, riflettendo, dovrebbe essere una consuetudine.
Il presidente Barack Obama darà comunque in beneficenza 1,4 milioni di dollari (circa 950 mila euro) che riceverà insieme al premio Nobel per la Pace.

martedì 15 settembre 2009

PEGGIO DI COSI'

A volte occorre conoscere la storia per comprendere l'attualità ma occorre amare il prossimo per progettare l'attualità.
Quello che sta succedendo in questi giorni sembra il segnale che molti dei nostri politici vogliono ignorare sia l'uno che l'altro. Mi spiego meglio. Con il doveroso rispetto che si deve avere per le istituzioni, arrivare a gettare la reputazione di un paese in pasto alla stampa internazionale per i presunti scandali sessuali del premier che a sua volta si difende non davanti al Parlamento, come sarebbe di prammatica, ma denunciando la stampa (che può essere chiamata dagli organismi di vigilanza dell editoria a fornire le prove di ciò che pubblica), in una sorta di guerra personale e svergognare un direttore per episodi terribili ma che andrebbero chiariti, è moralmente riprovevole.
Ma anche all'interno dei partiti il clima è alquanto acceso e irreale: Fini fa il moralista ma a sua volta diviene oggetto di ricatto, Bossi entra a gamba tesa sperando che nella confusione riesca finalmente a spaccare l'Italia, Casini addenta il suo momento di notorietà perchè "lui lo diceva" e minaccia di creare un'alternativa di governo, ma con chi, se Franceschini lo deride avvertendo che, il suo è il 32esimo tentativo. A sinistra non stanno meglio, tra inquisiti, dimissionari, confusi e felici, impauriti finanche dall'unica ragazza che alla sinistra ci crede veramente e non gliele manda a dire (la Serracchiani), dopo aver dato ampia dimostrazione di non riuscire a mantenere una maggioranza in piedi e aver tradito le istanze popolari (salari, licenziamenti, delocalizzazioni di aziende ecc.), cosa aspettarsi!.
Insomma, signori, l'attualità sembra gridarci che il bipolarismo in Italia è sinonimo di velenosa ingovernabilità, di arroganza e personalismo, tutto a svantaggio del nostro paese.
E veniamo alla lezione della storia; la tradizione culturale e politica è antica, ricca, poliedrica. I repubblicani, i liberali, i federalisti, i socialisti, i comunisti, i democristiani, i clericali, i liberalisti, gli europeisti, i no global, gli ecologisti, i democratici e i lobbisti, tanti pensieri e idee che hanno dato e danno respiro, propellente, alla vita dell'Italia. Appiattire questa molteplicità di punti di vista in due partiti con a capo due leader, estratti a sorte da uno di questi gruppi, significa spegnere il confronto e il progresso e scendere a livelli davvero bassi.
L'arte della politica, ci è stato insegnato, è l'arte della mediazione, è la capacità di trovare la soluzione ottimale tra varie posizioni anche discordanti. Il confronto pone tutti sullo stesso piano e spinge ad alleanze e intese. Certo sappiamo che il passato ha dato pessimi esempi in tal senso, ma si può sempre migliorare, anzi si deve trovare una soluzione, prima che l'astensionismo diventi un problema serio.

domenica 13 settembre 2009

Il piccolo principe

L'essenziale è invisibile agli occhi

Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"È vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
Poi soggiunse: "Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa".
E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

[Da Il piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry, cap. XXI]

martedì 8 settembre 2009

UNA LEZIONE DA NON DIMENTICARE

“La politica è un dovere civico, un atto di carità verso il prossimo”, Luigi Sturzo

"Non si possono attuare grandi riforme sociali se non in clima di libertà, con reale senso di moralità pubblica, in un'economia che si risana e in una struttura statale ferma, agile e responsabile"

"Fra coloro che amano la libertà per convinzione e coloro che amano la libertà a parole vi è una divergenza sostanziale: i primi sono convinti che la libertà rimedia ai mali che può produrre, perché al tempo stesso eccita energie nuove, spinge alla formazione di libere associazioni, sviluppa contrasti politici e sociali dai quali derivano i necessari assestamenti; gli altri, invece, hanno paura della libertà e cercano sempre il modo di imbrigliarla con una continua e crescente legislazione e con un'azione politica vincolatrice, che finiscono per soffocarla"

"I popoli sotto dittatura anelano alla libertà; se manca tale anelito, cessa il senso della personalità, il desiderio del progresso, il valore dell'iniziativa. I popoli che tendono a progredire, si affermano nella libertà e per la libertà"

"Nella politica, come in tutte le sfere dell'attività umana, occorre il tempo, la pazienza, l'attesa del sole e della pioggia, il lungo preparare, il persistente lavorio, per poi, infine, arrivare a raccoglierne i frutti"

"Soprattutto, non agire da ignoranti, né da presuntuosi. Quando non si sa, occorre informarsi, studiare, discutere serenamente, obiettivamente, e senza mai credere di essere infallibili"

"La libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca si muore"

"Due cose mancano alla scuola in Italia: libertà e mezzi; ma i mezzi senza libertà sarebbero sciupati; mentre con la libertà si riuscirebbe anche a trovare i mezzi"

"Spero che l'aria di libertà che viene dall'America penetri nel nostro paese, dove la libertà scolastica non esiste affatto"

Don Luigi Sturzo




giovedì 3 settembre 2009

SEI CANE O SEI GATTO ?

Io ho una deliziosa gatta persiana e un adorabile cane maltese. Essi vivono spensieratamente in casa mia e nonostante abbiamo molti mq a disposizione, spesso si ritrovano a stretto contatto, specie quando io sono in casa ed essi si contendono le mie attenzioni. La loro interazione è per me fonte di gioia e di meraviglia, tanto è vero che sovente mi fermo parecchi minuti ad osservarli. Ebbene, dalle scene che mettono in azione, io ne ho tratto la teoria del cane e del gatto.
Il mio cane è decisamente invadente; egli vuole dominare il territorio e assedia sia per gioco che per supremazia la gattina la quale a sua volta si sente la regina della casa e mal tollera ogni altra presenza ma ha dalla sua una grande qualità: l agilità. Come un pugile schiva gli attacchi, salta, fugge, si nasconde e talvolta sferra l attacco a zampate affilate. Il cane si ritrae e ringhia a debita distanza ma subdolamente aspetta un altro momento propizio per assalire la micetta.
Ebbene la metafora è questa: a chi non è capitato un incontro con un tipo "gatto" che subisce ogni tipo di angheria ma capita che a volte si difenda e chi non ha mai conosciuto un tipo "cane" che tormenta goffamente tutti i conoscenti e anche gli estranei, salvo poi sgonfiarsi come panna al sole.
E voi a quale categoria sentite di appartenere, a quella del gatto o del cane?
Qual è la condizione di vita migliore a vostro giudizio, quella canina o quella felina?
Il vostro migliore amico-a lo definireste un gatto o un cane (mmm. se cane in che senso????)

Il

lunedì 17 agosto 2009

DA OGGI CI SIAMO ANCHE NOI

Ci corre l'obbligo....
non è una frase fatta perchè sentiamo realmente di voler appartenere ad una regione e ad una storia che ha significativi motivi per essere conosciuta e apprezzata non solamente per gli aspetti folcloristici e ovvi ma anche per le storie di tutti i giorni, che sono a volte le più eroiche.