sabato 20 novembre 2010

la classe dirigente italiana

Porto a conoscenza dei miei lettori le risultanze di un' inchiesta descritta con dovizia di particolari,nel libro "Classe dirigente" a cura di Antonio Merlo, Andrea Prat e Tito Boeri, edito da Bocconi
La rivelazione è che i nostri parlamentari laureati sono scesi dal 91% al 64%. Qualcuno, ironicamente, potrebbe chiosare: "ce n'eravamo accorti". Ma il dato è ancora più grave rispetto al decremento di livello culturale che, sappiamo bene, non può essere valutato in base al solo possesso della laurea.
Ciò che fa rabbrividire è il tipo di attività lavorativa prevalente tra i nostri politici che è: il manager. E qui a fare cattivi pensieri viene naturale davvero!
Quanta obiettività, quale senso dello stato, quale attività politica finalizzata al conseguimento del "Bene comune" e non del profitto della propria azienda, il manager potrà garantire al paese? Saprà servire lo Stato o sarà egli a servirsi dello Stato?
Forse il processo di privatizzazione selvaggia, lo svuotamento di tutte le prerogative degli enti pubblici a favore di aziende di servizio esterne, la lottizzazione di tutti i consigli d'amministrazione, qualche indizio ce lo fornisce. Senza contare che molti politici, se non rieletti, restano nel sistema, alimentando ingiustificate clientele.
Insomma, vorremmo fare chiarezza sul più grande e diffuso conflitto d'interesse che si sta perpetrando ai danni dei nostri concittadini.
Pensiamo soltanto alla fitta e consolidata rete di appoggi, convenienze, lobbyes che si è consolidata nel corso degli ultimi decenni.
Scopriamo, poi, che in Italia abbiamo un parlamentare ogni 60.000 abitanti, mentre negli altri paesi europei la media è di uno ogni 250.000.
Si delinea, allora, inequivocabilmente, il profilo di una "casta" che difficilmente potrà essere sostituita da una rappresentanza politica qualificata, analogamente influente e potente.
Resta l'amarezza che il nostro paese, ritenuto universalmente la culla del diritto e della cultura occidentale, stia degradando verso logiche economiche e finanziarie proprie dei paesi liberali, mentre tra questi ultimi, gli Stati Uniti d'America, abbiano fatto una virata in senso contrario, tanto che le statistiche confermano l'aumento dei parlamentari statunitensi laureati dall'88,5% del 1947 al 98,4% di oggi.
Non vorremmo scoprire che il movimento di emancipazione del '68 sia servito a lasciare campo libero ai fannulloni della cultura, perchè in questo caso, non sarebbe servito a niente. La modernità va bene se porta un miglioramento, senza peggiorare le condizioni preesistenti, altrimenti diventa inesorabilmente DECLINO.

mercoledì 18 agosto 2010

Non saranno mica tutti come te! Lo spero

Certo a Giulianova, dove ho deciso di stabilirmi per un tempo indefinito non risulterò molto simpatica. Lo capisco ma non lo giustifico.

Che soddisfazione c'è a criticare chi sta facendo una battaglia di civiltà, alla quale tutti presto o tardi saranno chiamati???

Che vantaggi, oltre l'effimero quotidiano, si traggono dall'accettare i ricatti e i compromessi di famiglie clan fortemente matriarcali

dove gli uomini servono solo a portare i soldi a casa e pertanto se ne tollerano i vizietti?

Che crescita economica ci potrà essere se una persona solo perchè è di genere femminile è ostacolata in tutte le scelte ( scelte normali,

tipo università, lavoro, palestra, amicizie ecc.) mediante l'antico e sempre efficace deterrente della calunnia e della maldicenza????

Questa è la mentalità della società che io ho trovato a Giulianova e a questa barbarie dico NO e ribadisco NON CI STO.

Mi sono sentita forte, fortunata e anche privilegiata per avere avuto semplicemente un'educazione che mi ha consentito di sviluppare la capacità di contrapporre ad una mentalità ristretta, ovvia per i locali, una mentalità basata sul RISPETTO DELLE SCELTE, sul DIALOGO E il CONFRONTO e sulla POSSIBILITA' DI COMPIERE ESPERIENZE ED ERRORI.

Ho vissuto nella tolleranza e nella cultura dell'accettazione e intendo continuare a farlo!.

Ho detto NO ad un uomo che, con becero orgoglio, per dimostrare ai suoi concittadini di essere come loro (conformismo del branco) metteva in atto tutti i meccanismi della diffamazione, dell'isolamento e della violenza morale... Ogni giorno combatto strenuamente con le armi dell'ironia e della mistificazione, chi per ignoranza, pur riconoscendo il valore della differenza non ha il coraggio di apprezzarla.

Dunque sono certa di non essere amata, nè apprezzata da questo popolo di Giulianova ma sono certa di essere dalla parte della ragione.

lunedì 11 gennaio 2010