venerdì 3 febbraio 2012

“D” ISTRUZIONE PUBBLICA

Qualche ripensamento ma non certo qualche ravvedimento ha rallentato l’iter di approvazione della Manovra Finanziaria 2011 (Decreto Legge n. 98, convertito nella legge 15 luglio 2011 n. 111, “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”) e qualcuno non ha potuto fare a meno di pensare che se dopo 4 manovre non si riesce a parcheggiare sarebbe meglio riconsegnare la patente! Ciò che appare chiaro è che la scuola e in generale il pubblico impiego sono stati chiamati a contribuire più di qualunque altro settore al risparmio finanziario dello Stato (30 milioni di euro per l'anno 2013, 740 milioni per il 2014, 340 milioni per il 2015 e 370 annui a decorrere dall'anno 2016). Le novità che intervengono a delineare una fisionomia alquanto “asciutta” del sistema scolastico sono le seguenti: a) Blocco dei salari dei pubblici dipendenti fino al 31.12.2014 e cioè un anno in più rispetto al blocco triennale operato da Tremonti con la manovra del 2010. A poco vale la prevista possibilità di diversificazione dei salari accessori se i fondi destinati alla contrattazione non aumentano. Il 50% di eventuali, improbabili, risparmi delle amministrazioni, invece di andare a rimpinguare lo scarso stipendio del personale, dovranno essere utilizzati per applicare la legge Brunetta (DLgs 150/2009). b) Blocco del turn over con la stabilizzazione degli organici del personale docente, di sostegno, educativo e ATA che, dall’a. s. 2012/2013, dovranno essere in numero pari a quelli del 2011/2012. I posti di sostegno potranno essere incrementati, in deroga, per assicurare l’integrazione degli alunni disabili, solo se non saranno sufficienti l’assegnazione media di un docente ogni due alunni disabili. L’obbligatorietà delle procedure di mobilità del personale, anche dei docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute, in ruoli amministrativi e tecnici, avrà come ricaduta uno slittamento ad aeternitas dell’immissione in ruolo degli ATA attualmente precari. Le Università, a causa del tetto del 90% (rapporto tra spese fisse e assegni per il personale) già oggi, in un numero sempre più alto, non sono nelle condizioni di assumere. c) L’introduzione dell’obbligo, sin dal primo giorno, delle visite fiscali che costringe le Istituzioni scolastiche e le amministrazioni a far fronte ai costi attingendo dal proprio bilancio, salvo poi beneficiare di 70 milioni che, con un abile giro di cassa, andranno tolti ai finanziamenti per la spesa sanitaria. d) La riscrittura del sistema d’istruzione e formazione con l’istituzione di organici raccordi tra i percorsi quinquennali degli Istituti professionali (DPR n.87/2010) e i percorsi d’istruzione e formazione professionale (IeFP) che rilasciano qualifiche di durata triennale e diplomi professionali di durata quadriennale (con standard formativi minimi delle competenze tecnico professionali di cui all’ Accordo in sede di Conferenza Stato Regioni 29 aprile 2010) e gli ITS (Istituti tecnici superiori post diploma) e l’AFAM, nonché i diplomi di laurea triennali e magistrali. Il regime di sussidiarietà degli Istituti professionali sarà a costo zero per lo Stato in quanto la competenza è a carico esclusivo delle Regioni. Solo la mole di lavoro sarà a carico esclusivo e a reddito zero per gli insegnanti che saranno costretti a progettare ex novo e a definire curricoli con moduli di equivalenza formativa tra l’Istruzione professionale e le aree formative dell’IeFP, ad esplicitare i criteri ed i contenuti della programmazione, a predisporre i documenti di valutazione e la certificazione degli esiti di apprendimento e a svolgere nello stesso anno quattro valutazioni simultaneamente. Bisognerà sperare nella generosità delle Regioni o come suggerisce la Manovra, istituire centri di collocamento al lavoro, contratti di apprendistato e percorsi di alternanza scuola/lavoro così da poter intercettare finanziamenti privati. e) Dal 1 settembre 2012 rientreranno nei rispettivi ruoli di servizio nelle istituzioni scolastiche i docenti comandati all'INVALSI e all'ANSAS (soppresso dalla stessa data con contestuale ripristino dell'INDIRE) ma al loro posto i commissari straordinari avvieranno un programma straordinario di assunzione, da concludersi entro il 31 agosto 2012 e con risorse pubbliche. f) Una consistente riduzione della spesa pubblica, quantificabile in circa 200 milioni di euro l’anno, si otterrà attraverso la ristrutturazione della rete scolastica e l’accorpamento delle scuole in istituti comprensivi con un minimo di 1000 alunni. Le istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni non potranno avere il dirigente scolastico titolare, ma saranno affidate in reggenza ad altro dirigente e si avrà la scomparsa di 1.130 scuole. Ciò determinerà conseguenze anche sugli organici con una contrazione di circa 3.180 posti di dirigente scolastico (da 10.550 attuali a 7.370) proprio nel momento in cui è stato bandito un concorso con l’obiettivo di assumerne 2.386. Il taglio riguarderà circa 1.130 posti Dsga e circa 1.100 posti di assistente amministrativo. Anche l’avvio dell’anno scolastico non si presenterà agevole, a causa della decadenza dei Consigli d’Istituto (circa 53.000 eletti), delle rappresentanze sindacali (14 mila), dell’assenza di dirigenti scolastici titolari. Tangibile sarà la discontinuità didattica ed amministrativa per i normali adempimenti come la revisione dei Pof, la ricomposizione dei collegi docenti, il cambio dei revisori dei conti, la riscrittura dei nuovi bilanci e la gestione finanziaria di esercizi diversi con passaggi di beni e modifica degli inventari, per un valore stimabile in 150 milioni di euro. Riepilogando: - 1.130 istituzioni saranno soppresse - 4.520 nuovi istituti comprensivi nasceranno Questa la riduzione di spesa per la contrazione degli organici: personale riduzione di posti risparmi in euro Dirigenti scolastici DSGA Assistenti amministrativi 3.180 1.130 1.100 132 mln 42 mln 26 mln Totale 5.410 200 mln (fonte “TUTTOSCUOLA” 31 agosto 2011) Il testo della Manovra finanziaria, del resto, non fa mistero dell’utilizzo delle risorse derivate dalla riduzione di spesa stabilendo che:“…dal 2013 saranno destinate al funzionamento dell'INDIRE e dell'INVALSI.” La cosa paradossale che preoccupa è la distanza che intercorre tra chi assume le decisioni politiche in forma “autistica” e coloro che sono chiamati ad attuarle che avulsi dalla comprensione dello scenario complessivo si arroccano su posizioni di protesta contro qualsiasi tipo di valutazione (Invalsi, tecnico-professionale) proprio mentre la Commissione Istruzione sta effettuando un’indagine conoscitiva sugli effetti dell’abolizione del valore legale del diploma di laurea per rispondere all’esigenza dell’UE di predisporre rigorosi strumenti di certificazione e accreditamento. Il giusto posizionamento sarebbe quello di governare i processi e i cambiamenti e non di subirli!

Sii un visionario

Generalmente le persone non sanno cosa vogliono o meglio i loro desideri sono confinati all'interno di ciò che conoscono o hanno già vissuto. Ciò che noi vogliamo il più delle volte è legato a ciò che conosciamo. Addirittura spesso si verifica che con le parole e i fatti esprimiamo dei bisogni/desideri/richieste ma nell'intimo abbiamo desideri/bisogni/richieste diverse e che noi stessi fatichiamo a decodificare. Conoscere più cose, vivere esperienze diverse, allargare la propria mappa del mondo, certamente ci può aiutare a conoscere meglio ciò che vogliamo. Ma anche fare un percorso di autoriflessione e chiederci spesso:"questa cosa la voglio davvero?" "oppure: "se non subissi delle influenze esterne farei questa scelta o ne farei un'altra?"
Qual è il miglior modo per sapere cosa desiderano le persone? Semplice: basta chiederglielo!
Conoscere i bisogni delle persone e offrire soluzioni efficaci è importante per la riuscita personale. Il leader, tuttavia va oltre! Egli è in grado di creare nuove visioni e offrire risposte inedite e originali; andare controcorrente!
Henry Ford, lo storico e geniale fondatore dell’omonima casa automobilistica, disse una volta: “Se avessi chiesto alla gente cosa volevano, mi avrebbero risposto: "un cavallo più veloce". Ma io volevo dare loro un’automobile!”. O ancora un visionario dei nostri giorni, Steave Jobs immaginò un telefono che racchiudesse diverse funzioni, mail, audio, video, notebook e progettò l'Iphone e sappiamo come è andata a finire. I grandi condottieri della storia, i leader carismatici, i coach hanno in comune una visione del risultato netta e irremovibile, hanno una fiducia assoluta nelle capacità della squadra che guidano e sono in grado di governare gli obiettivi, la concentrazione, gli umori, i valori,la forma psico-fisica e le caratteristiche mentali.
Sono i visionari, i rivoluzionari, i folli, i mistici, i geni incompresi che con la determinazione, l'entusiasmo e vitalità creano i presupposti per il miglioramento.